Doppia cittadinanza?

Foto di Genova Non fraintendetemi, io amo il posto in cui sono nato.
I Pioppi, le camminate sull’argine, la campagna e i bei portici,
le città semplici coi loro castelli sconosciuti e i monumenti romani.
L’Emilia è un bel posto in cui vivere.

Ma ieri ho passato tutto il giorno a cercare di portare su un CD un vecchio nastro dei
Trilli Genovesi, da dare a mio padre perchè torni un po alle origini (lui, come mio fratello
e mia sorella, è zenese), e quel dialetto, le cose che raccontano, mi hanno messo una
profonda nostalgia.
Visitate Genova, soprattutto vivete Genova, è una città dalle mille contraddizioni, insieme
così aspra e dimessa, e insieme bella, poetica, nostalgica, di cuore.
E sarà per i ricordi di mio nonno, ma sentire parlare il genovese mi da una sensazione così
bella da farmi sentire un emigrante in terra straniera, qui.
In omaggio a questa città , e a tutti i Genovesi (e limitrofi) che conosco,
ecco a voi la summa, la canzone che più di tutte simboleggia una città ed i suoi
abitanti:
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Correre in macchina

Leggere attentamente prima di visualizzare il resto dell’articolo

Vuoi correre come un pazzo senza perdere punti sulla patente?

Step 1. Lega al paraurti posteriore i palloncini che vedi in figura
Step 2. Guida MOLTO VELOCE
Step 3. Osserva la gente farsela addosso
Step 4. Di al carabiniere che pensavi fossero veri
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Bud Spencer Presidente del Consiglio (2)

Oggi e’ uno di quei giorni in cui scopri che la fantasia non e’ in grado di tenere il passo della realta’.
In cui qualcosa su cui si ha riso e scherzato comincia ad avverarsi, e, come Murphy insegna, nella piu’ nefasta delle ipotesi possibili.
Il mio eroe, la mia trasposizione di figura paterna, il peronsaggio che mai fino ad oggi mi sono stancato di guardare sullo schermo, quello che, sbuffando, alzava gli occhi al cielo e sistemava tutto con un pugno, ebbene:

Bud Spencer si e’ candidato alle regionali nelle liste di Forza Italia.

sigh.

Prima di vederlo cantare l’inno in doppiopetto azzurro, voglio ricordarlo cosi come fece in tempi non sospetti Leonardo

Sapevà telo!

Fin dal quarto secolo A. C. i romani pagani rendevano omaggio, con un
singolare rito annuale, al dio Lupercus. I nomi delle donne e degli
uomini che adoravano questo Dio venivano messi in un’urna e
opportunamente mescolati. Quindi un bambino sceglieva a caso alcune
coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità affinché il
rito della fertilità fosse concluso. L’anno successivo sarebbe poi
ricominciato nuovamente con altre coppie.

Determinati a mettere un termine a questa ottocentesca vecchia pratica,
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Ambrose Bierce: The Devil’s Dictionary

Ambrose Bierce, Il Dizionario del Diavolo
Ed. Tea, 1993, 190pag, 6,20€ su BOL
Grazie alla segnalazione di Padano Perugino mi e’ tonato alla mente un grande classico, conosciuto ai tempi in cui esisteva il programma “fortune” sui MIPS (e qui mi sa che mi sono capito quasi solo io).
Ebbene, ecco a voi un estratto da “The Devil’s Dictionary”, che fra l’altro e’ stato inserito anche fra gli “Ipse Dixit” qui a destra:

  • Cervello: quella cosa con cui pensiamo di pensare.
  • Il matrimonio e’ una piccola comunita’ costituita da un padrone, una padrona e due schiavi: in tutto due persone!
  • Barometro: ingegnoso strumento che indica che tipo di tempo stiamo avendo.
    (segue) Continue reading