Che tu lo sappia e sia d’accordo oppure no …

La mente di un informatico è logica, ma quella degli altri?
Per non parlare poi di quella delle donne.
Secondo voi la seguente frase che significato può avere per una donna e quale per un informatico?

“Che tu lo sappia e sia d’accordo oppure no …”

Quale di questi vi sembra corretto?
a) IF sapere AND accettare OR NOT (sapere AND accettare) THEN
b) IF sapere AND accettare OR (NOT sapere AND NOT accettare) THEN
c) IF sapere AND accettare OR NOT accettare THEN
d) IF sapere AND accettare OR NOT sapere THEN
e) IF (sapere AND accettare) OR NOT (sapere AND accettare) THEN
f) IF (sapere AND accettare) OR (NOT sapere AND NOT accettare) THEN
g) IF (sapere AND accettare) OR NOT accettare THEN
h) IF (sapere AND accettare) OR NOT sapere THEN
i) IF sapere AND (accettare OR NOT (sapere AND accettare)) THEN
j) IF sapere AND (accettare OR (NOT sapere AND NOT accettare)) THEN
k) IF sapere AND (accettare OR NOT accettare) THEN
l) IF sapere AND (accettare OR NOT sapere) THEN
m) IF (sapere AND accettare) OR FALSE THEN
n) IF sapere AND accettare THEN … ELSE FALSE

Sarebbe interessante sapere il parere delle donne se solo fossero in grado di capire le possibilità a disposizione.

Dopo un elaborato lavoro di conversione, sappiamo ora darvi la risposta tipica delle donne, per saperla proseguite la lettura…
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Quando i numeri ingannano

…e anche l’editore ci da un buon colpo!
Ma andiamo con ordine:

Gerd Gigerenzer, 370 pag. Ed. Cortina Raffaello 2003, 25,50€

Ho letto questo libro ben prima dell’estate, e mi ero riproposto di scriverne la recensione prima o poi, ma più prima che poi l’ho semplicemente rimosso. Fino a che non l’ho visto pubblicizzato alla fine di una puntata di Quark, e quindi ho deciso di avvertire lo sventurato lettore.

Il libro si propone come un trattato “leggero” di statistica, che ci aiuta a capire quando le statistiche, si cui siamo circondati, possono trarre in inganno.

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Alla fiera di San Clemente (part 5, last)

E qui si arriva finalmente al

lato B: gli avventori
La ressa il giorno della Sagra inizia presto, anche se quest’anno cade di mercoledì. Alle nove di mattina, usciti dalla messa dedicata al patrono, la folla di contadini si riversa sul ristorante, onorando l’antica tradizione della colazione con il cotechino e i fagioloni. Magari con qualche fetta di ciccioli, giusto per mandare giù il tutto. A fianco, con sadica precisione, la Croce Blu offre gratuitamente un’analisi istantanea di colesterolo, trigliceridi e glicemia. I meno preparati scientificamente si allontanano estasiati, convinti che le costellazioni di asterischi difianco ai valori rilevati siano in realtà punti di merito.
Prende il via comunque un fenomeno antropologico che affonda le sue radici nella lotta per la sopravvivenza e nella ricerca atavica del cibo. La massa si dispone davanti alle casse in una fila dalla classica conformazione italiana “a mucchio”.
Il mio punto di vista di cassiere mi ha consentito di veder sfilare vari tipi di varia umanità ; nella ressa che si allunga e si snoda attorno alla pista del liscio, sommersa dal mare di decibel dell’orchestrina e del calcinculo.

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Alla fiera di San Clemente (part 4)

Lo stand gastronomico, o “ristorante”: lato A
Il cuore di tutto, il centro, il fulcro di una manifestazione, è ovviamente lo stomaco.
Immancabile quindi il ristorante, che con il tempo si è raffinato ed internazionalizzato fino ad autodefinirsi stand gastronomico. Va detto che il ristorante assume due aspetti incredibilmente diversi, a seconda del lato dal quale lo si guardi: come volontario o come avventore. Procederemo quindi ad una narrazione diversificata.

Lato A : visto dai volontari. Continue reading

Alla fiera di San Clemente (part 3)

I baracconi
Alle fiere di solito vengono i baracconi, ossia il Luna Park.
Per motivi di spazio, la F.D.S.C. può ospitare solo due tipi di attrazioni: la giostra e il calcinculo.
La giostra ha da tempo abbandonato i classici cavallucci per adottare amenità moderne: la macchina della polizia, la Dune Buggy di Altrimenti ci Arrabbiamo, la Ferrari di Michele Alboreto, Goldrake Ufo Robot che però non ricorda più nessuno e che quindi è stato riverniciato in verde e oro e spacciato per un Power Ranger o in giallo e spacciato per un Picachu con le corna.
C’è sempre una bambina con i boccoli rossi e lo sguardo vitreo sulla Carrozza di Cenerentola, e non scende mai.
Dal casotto di alluminio e Plexiglass la giostraia con sadica abilità fa sobbalzare una coda spelacchiata da cappello di “Devi Crochet”, mettendo in palio un altro giro. Di solito vincono i bambini che hanno già incontrato la damigiana della pesca delle suore, ed hanno quindi la spalla disarticolata e il braccio destro più lungo.
L’altra attrazione è il Calcinculo. I frequentatori del Calcinculo sono di solito piccoli Toni Manero di 10-12 anni, con camice aperte su pendagli d’oro, cinture rosa basse in vita su jeans zebrati, e “banane” articolate e marmoree di Gel, o capelli alla “Bart Simpson”.
La musica imperversa, spaziando da DJ Albertino ai Ricchi e Poveri con “mammamma mammmamaria”, l’irrinunciabile colonna sonora di “tunz, tunz”. I bambini volano su queste seggioline di vetroresina appese alle catene, cercando di spingersi e calciarsi a vicenda, perpetuando faide e regolamenti di conti. Si ripete con inquietante parallelismo la sfida della Coda spelacchiata. Tutto il cerimoniale catartico si compie in mezzo ad un alone mistico dato dai neon bianchi e viola e dalla cortina di fumo. Quest’ultima in realtà è la nube di gasolio, nafta e stracci incombusti che emette il camion del giostrante, un fiat “Lupetto” del 1956, usato come generatore elettrico.

L’orchestra del Liscio Continue reading

Fico!

Mi è arrivata una mail che mi comunica che ho vinto 3 milioni di euro perchè hanno estratto il mio nominativo da internet. Devo contattare il ministro delle finanze della UE.

Dopo tanti affaristi nigeriani e proposte di Vicodlne e Vlagra, quasi quasi rispondo, giusto per premiare la fantasia…

Frankfurt airport

The German air controllers at Frankfurt Airport are a short-tempered lot.
They not only expect one to know one’s gate parking location, but how to get there without any assistance from them. So it was with some amusement that we (a Pan Am 747) listened to the following exchange between Frankfurt
ground control and a British Airways 747, call sign “Speedbird 206”:

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