Lettera aperta a FOR MAN MAGAZINE

Andrea Bivardi é il direttore di “for men magazine”

Lettera autentica spedita ad Andrea Biavardi

COMMENTO DI UNA LETTRICE ANONIMA PER IL DIRETTORE :
Lo confesso. Ho ceduto alla tentazione di comprare la nuova rivista maschile “For men magazine”. Del resto, come potevo resistere agli affascinanti argomenti annunciati dalla copertina (che, tra parentesi, ritrae un tizio con una faccia da pirla e un asciugamano di spugna bianca che fa tanto “figo da spogliatoio”)?
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Il Motore Immobile

Nel corso della Storia, dagli albori della civiltà ad oggi (cazzarola che incipit…) chi più chi meno tutti ci si è confrontati col dilemma principe: qual’è il senso della vita, cosa muove i destini degli uomini, perchè siamo qui eccetera.
Secolo dopo secolo i vari filosofi hanno offerto al mondo la loro visione, la loro teoria. Sarà un caso che il primo filosofo che si fa al liceo si chiama Anassimandro, poi Anassimene (poi la sensazione dell’elenco del telefono finisce, perchè se non ricordo male c’è Talete, o Eraclito, quello di io chiara e l’Oscuro, non ricordo)? Per uno il Principio è l’acqua, per l’altro l’aria, o il fuoco, o il vuoto, poi arriva Platone con le sue Idee così popolari.
Dopo un po’ la cosa diventa francamente noiosa e priva del benchè minimo buon senso…tutto un affannarsi di monadi e cose così.
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A chi giova manifestare?

Sono le 23:21, fra poche ore scade il famoso ultimatum.
Fuori dal mio balcone la bandiera della Pace proclama il suo messaggio al buio della notte.
Sabato sera, a Bomporto (MO), ci sarà una cosiddeta “Marcia per la pace”, direi che molto probabilmente ci sarò anch’io.
A cosa serve tutto ciò?
Cosa cambia? A cosa serve?
Mi serve presto una risposta; ora proverò a darmela.
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Perchè si fa una guerra, Parte II

Perché si fa una guerra? Te lo spiega il Politecnico…

Sta imperversando nella Rete italiana un documento in formato PowerPoint, del peso di circa 170K, che descrive uno “studio del Politecnico di Milano”, secondo il quale la presunta imminente guerra in Iraq sarebbe un colossale affare che agli Stati Uniti non costerebbe un centesimo, ma dal quale anzi gli USA trarrebbero circa 20 miliardi di dollari di guadagno, e che la guerra sarebbe in realtà pagata da “noi”, che presumibilmente saremmo noi europei. Continue reading